La Serenata La Forza delle Stelle è la protagonista di una bella incisione dell’Ensemble Mare Nostrum diretto da Andrea De Carlo in uscita per Arcana, del gruppo Outhere Music, nel mese di settembre 2014. Registrazione preceduta da un concerto tenutosi nel settembre 2013 nell’ambito della prima edizione del Festival Stradella di Nepi. L’esecuzione della Serenata ha anche aperto la seconda edizione del Festival Stradella la sera del 28 agosto scorso alla Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone a Roma, con un organico lievemente diverso rispetto al CD, ma con le presenze a mio avviso significative di Filippo Mineccia come contralto e Paolo Perrone primo violino del concerto grosso.

 

In entrambe le occasioni Andrea De Carlo dava grande risalto alla scrittura di Stradella, dispiegava con grande sapienza direttoriale la complessa materia contrappuntistica e ne delineava luci ed ombre, pieni e vuoti, seguiva le fluide linee melodiche con una tale brillantezza di colori, da restituirci finalmente uno Stradella autore gigantesco del Seicento romano. De Carlo sceglieva di eseguire la versione a sette voci, quindi quella di Torino, utilizzando però per le parti dei due soprani dei passanti, le stesse voci di Damone e Clori, le bravissime Nora Tabbush e Claudia Di Carlo. In questo avvicinandosi maggiormente alla versione modenese dove più attiva era la partecipazione dei due amanti durante tutto il corso dell’opera rispetto alla versione di Torino dove in effetti Damone e Clori scompaiono per ricomparire solo brevemente nel finale. De Carlo ha deciso anche di utilizzare un solo concertino, anche perché i due concertini non suonano quasi mai insieme e la loro presenza era probabilmente da attribuire a motivazioni soprattutto sceniche. Il concerto grosso e il concertino sono stati comunque separati spazialmente e questo risulta molto evidente dalla sonorità nella registrazione, ma ancor più in concerto, dove il dialogo fra gli strumenti, e gli strumenti e le voci è risultato estremamente serrato e di grande impatto sonoro. I cantanti sono tutti all’altezza del compito veramente arduo di interpretare una scrittura musicale difficile e complessa. Nel CD alle già belle voci dei due soprani, si sono uniti Raffaele Pè contralto, Maurizio Dalena tenore, e l’ottimo basso Mauro Borgioni, presente anche al concerto con le voci però di Luca Cervoni tenore e Filippo Mineccia contralto. Quest’ultimo mi ha colpito per la grande sensibilità musicale con la quale ha interpretato le parti solistiche a lui affidate. Il basso, insieme con i due soprani, emerge soprattutto nei terzetti in particolar modo “Grand’ incanto d’una beltà” dalla bellezza stupefacente. La Tabbush e la Di Carlo sono molto brave sia nella prima parte dove è loro richiesta abilità melodica e virtuosa nelle arie, sia nei duetti e terzetti della seconda parte, dalla scrittura più variata. Sia nel CD che nel concerto il madrigale finale è un vero fuoco d’artificio di contrappuntistica sapienza. Le voci che si rincorrono in linee melodiche continuamente variate sono straordinariamente condotte e potentemente incisive. Un plauso va anche agli strumentisti: ottimo il primo violino del concertino Valerio Losito.

 

Un bellissimo CD da ascoltare e un bellissimo concerto per quei, fortunatamente molti, presenti il 28 agosto per una splendida serata romana, che ha decretato un successo calorosissimo ad un compositore che grazie alla ricerca musicologica e ad Andrea De Carlo avremo il grande piacere di ascoltare sempre più spesso.

                                                                              
Isabella Chiappara

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon
  • Grey YouTube Icon